Abbigliamento Online: Studio Analitico del Settore Abbigliamento del Comprensorio Imolese.

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Abbigliamento Online: Studio Analitico del Settore Abbigliamento del Comprensorio Imolese.

C’è crisi nel settore dell’Abbigliamento? Forse sì, Forse no.

Premessa Metodologica

Questo studio analitico vuole essere una fotografia dello stato dell’arte del settore della moda retail presso il Circondario Imolese. Gli strumenti impiegati per ottenere i dati sono le ricerche sul motore di ricerca Google da un lato e dall’altra sulla directory di Pagine Gialle.

In Pagine Gialle, sono presenti sotto la voce Negozio d’Abbigliamento nella zona di Imola 326 risultati. Al netto dei negozi siti al di fuori del Circondario Imolese, quelli che rimangono sono 83 negozi tra catene di abbigliamento nazionali e singole attività esercenti.

Poi con l’aiuto di Google Sheets, Google My Maps, ho costituito il mio dataset, nel quale sono andata ad inserire le ricerche svolte su ogni attività esercente indipendente. Le catene di abbigliamento non sono state prese in considerazione.

Premessa Intellettuale

C’è crisi nel settore dell’Abbigliamento?

Forse sì, forse no. Il punto non è questo, perché periodicamente l’economia ci obbliga a trasformazioni, cambiamenti, evoluzioni: d’altronde, è la felice sorte dell’essere umano, perché non dovrebbe esserlo dell’attività commerciali?

Con questa premessa provocatoria, voglio subito mettere in chiaro che per me Amazon non è il male oscuro – per quanto ci siano fattori non troppi etici – ma il vero male che si insidia è la riluttanza al cambiamento. E di questo i commercianti ne sono affetti.

Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano, l’ecommerce ha una crescita costante ma lenta e timida; infatti, si stima un aumento del 5,7% a dispetto dei paesi anglosassoni dove il tasso di crescita dell’ecommerce si aggira intorno al 15%-20%.

Se l’incremento può definirsi tiepido in tutt’Italia, nel circondario imolese pare non essere ancora tra le opzioni per nuovi fatturati.

Infatti, come mostra la mappa geografica, i negozi di abbigliamento si estendono in modo abbastanza capillare su tutto l’asse della Via Emilia.

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Tuttavia, la scelta del digitale è ancora lontana – verrà mai fatta? – per la maggior parte dei commercianti. Ben oltre la metà non dispone di un sito internet, di una strategia Social, di una strategia di Local Seo, né tanto meno di una strategia di Data Intelligence.

  • Negozi con un Sito Internet
  • Negozi senza una Vetrina Online
  • Catene di Abbigliamento
  • Negozi Singoli

E per giunta, di quei negozianti pionieristici (12) solo 4 hanno deciso di lanciarsi nella sfida dell’Ecommerce.

Leggi le Soluzioni Software per il Retail Abbigliamento.

C’è da chiedersi come mai così tante attività commerciali siano lontane dal digitale; in questo senso entrano in gioco altri fattori legati in parte alla riluttanza al cambiamento; ma, soprattutto, alla mancanza del tanto proclamato cambio generazionale e sostegno della politica.

Cosa vuol dire non essere presenti online con almeno un sito o una pagina social dedicata alla nostra attività?

In primo luogo, significa perdersi tutta la nuova generazione di acquirenti – i cosiddetti Millennials – e tutte le successive generazioni.

In secondo luogo, forse più importante, ci si allontana sempre di più dalla possibilità di fondare il proprio business sulla data intelligence, o altrimenti nota come machine learning. In un mondo dove l’apocalisse dei negozi è sempre dietro le porte avere un approccio strategico suffragato da studi analitici è vitale.

L’intuizione da sola non è più sufficiente per stare al passo con gli automatismi dei grandi colossi da un lato e dalle abitudini dei consumatori dall’altro.

C’è una cura? Sì il digitale e la propensione all’evoluzione (tecnologica).

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